L’Acquacheta e il Monte Lavane
Bell’anello escursionistico, il cui fascino selvaggio è stato alquanto sminuito dalla costruzione (anni ‘80) della pista per il metanodotto algerino, ma che ha mantenuto anche angoli di completa naturalità .
Da quest’ultimo punto di vista la parte più interessante è quella che va dall’Acquacheta fino alla vetta del Lavane passando per la solitaria casa del Briganzone e per l’impervia cresta delle Balze di Cornacchiaia, la cui risalita, tra l’altro, in particolari condizioni ambientali (neve, ghiaccio, forti venti), richiede prudenza e attenzione.
Si percorre anche il cosiddetto “Taglio della Regina”, oggi riconoscibile a fatica ma che costituiva un esempio rarissimo di cattura fluviale operata dall’uomo, con cambiamento di bacino idrico: il fosso Arnaio, anziché collegarsi com’era sua natura con il sottostante fosso di Albero (tributario del Campigno e quindi del Lamone) era stato incanalato in epoca medievale in una sorta di trincea che aggirava il Monte Pollaio per immettersi nel Fosso di Ca’ del Vento, tributario dell’Acquacheta: tale stratagemma consentiva una maggior portata a quest’ultimo torrente e faceva sì che i molini di San Benedetto non rimanessero mai a secco.
Purtroppo il terrapieno che sbarrava il fosso Arnaio e la lunga trincea che da lì partiva sono stati irrimediabilmente alterati dal passaggio del metanodotto, con sbancamenti, intubamenti del torrente e costruzione della pista.
- Percorso: Valico Peschiera – Pian Baruzzoli – Acquacheta – Lavane – Valico Peschiera
- Sentieri: 555 – AM 429 – 407 – 413 – 555
- Lunghezza: 14.0 km
- Dislivello: 800 m
- Tempo di percorrenza: 6h00″
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